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Sabato 21 Aprile 2018 lezione dedicata allo studio del NoGi

Lezione dedicata allo studio del NoGi

Sabato 21 Aprile dalle 16:00 alle 18:00

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Storia del
Jiu-Jitsu

La storia centenaria dell'arte gentile e Carlos Gracie.

Alla fine del 19° secolo, alcuni maestri di Jiu-Jitsu emigrarono dal Giappone verso altri continenti, insegnando il Jiu-Jitsu per competere in battaglie e competizioni.

Era un'arte studiata per l'autodifesa, basata su principi di equilibrio e leve, un sistema per manipolare il corpo tramite il quale si poteva evitare l'uso della forza o delle armi.

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Esai Maeda Koma noto anche come "Conte Koma", dopo aver viaggiato con la sua troupe con cui combatté in vari paesi dell'Europa e dell'America, arrivò in Brasile nel 1915 dove si stabilì a Belém do Pará l'anno successivo, fu quì che incontrò un uomo di nome Gastao Gracie.

Gastao, padre di otto figli di cui cinque maschi e tre femmine, diventò un appassionato di Jiu-Jitsu e portava sempre con sè il suo figlio maggiore Carlos, per imparare a combattere dal maestro giapponese.

Dovuta alla naturale fragilità di un quindicenne, per Carlos Gracie il Jiu-Jitsu diventò un metodo non solo per combattere, ma utile per il miglioramento personale. A diciannove anni si trasferì a Rio de Janeiro con la sua famiglia e cominciò ad insegnare e competere nelle arti marziali. Nei suoi viaggi, Carlos dimostrava l'efficienza della tecnica per battere gli avversari fisicamente più dotati e fu in questo periodo che nacque lo stile di combattimento delle MMA. Una volta tornato a Rio nel 1925 aprì la prima scuola, conosciuta come l'Accademia del Gracie Jiu-Jitsu.

Dopo aver creato un sistema di auto-difesa efficiente, Carlos Gracie vedeva nel Jiu-Jitsu un modo per diventare più tollerante, rispettoso e sicuro di sé. Con l'obiettivo di dimostrare la superiorità del Jiu-Jitsu, Carlos costruì una tradizione di famiglia, sfidando i più grandi combattenti del tempo, gestendo inoltre le carriere dei suoi fratelli. I Gracie combattevano contro avversari di 50 o 60 chili in più, in questo modo guadagnarono rapidamente riconoscimento e prestigio.

Attratti dal nuovo mercato che si aprì intorno al Jiu-Jitsu, molti praticanti giapponesi vennero a Rio, ma nessuno era in grado di creare scuole di successo come i Gracie. Ciò era dovuto al fatto che i maestri giapponesi erano concentrati più su atterramenti e proiezioni, mentre il Jiu-Jitsu dei Gracie portava con sè tecniche più sofisticate di combattimento a terra.

Carlos e i suoi fratelli modificarono le tecniche in modo tale da rivoluzionare i principi del Jiu-Jitsu esistenti in quel tempo. Queste tecniche erano così distintive che al Jiu-Jitsu venne coniata l'dentità nazionale comunemente nota come "Brazilian Jiu-Jitsu", praticata da lottatori di tutto il mondo compreso il Giappone.

Da allora, Carlos iniziò a tramandare le sue conoscenze ai fratelli, per adattare e raffinare le tecniche, utili anche a chi aveva caratteristiche fisiche più deboli nella sua famiglia. Carlos insegnò loro la sua filosofia di vita così come i suoi concetti riguardanti la nutrizione. Carlos infatti divenne un pioniere nella creazione di una dieta speciale per gli atleti, "la dieta Gracie", che trasformò il Jiu-Jitsu in un sinonimo di salute.

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